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il 23 febbraio si e' tenuto a Bologna la Conversazione tra Romano Prodi con gli ambasciatori, questa volta l'appuntamento e' con l'ambasciatore cinese S.E. Ding Wei.
l'appuntamento che ha coinvolto studenti e istitutizioni politiche,"La conversazione di Romano Prodi con l'ambasciatore cinese" ha riempito l'aula Absidale all'Università di Bologna, che ha organizzato l'evento. L'Ambasciatore Ding Wei e l'ex premier Romano Prodi hanno discusso delle relazioni tra l'Italia e la Cina, della reciproca comprensione culturale e dello sviluppo economico. Il dibattito è partito dal concetto di "scambio culturale". "Lo scambio culturale ha un ruolo insostituibile per promuovere le relazioni a 360 gradi tra l'Italia e la Cina".
Secondo Ding Wei "l'anno culturale tra l'Italia e la Cina ha dimostrato il reciproco rispetto tra le nostre due civiltà ed è un ottimo spunto per proseguire con simili iniziative. Allo stesso tempo - prosegue - la questione cruciale delle relazioni estere porta in primo piano il conflitto negli affari internazionali, generato proprio dalla mancanza di una vera comprensione tra i popoli dei diversi paesi. Esistono troppi pregiudizi e incomprensioni. Oggi i cinesi hanno una conoscenza dei paesi occidentali migliore di quella che l'Occidente ha nei nostri confronti. E mentre i cinesi hanno un'opinione positiva dell'Occidente, gli occidentali considerano di più gli aspettivi negativi della Cina".
"Sono invidioso dell'Italia, dell'innovazione e dell'inventiva", ha detto l'ambasciatore, che ha poi ricordato i risultati di un sondaggio somministrato ai consumatori cinesi. I risultati parlano da soli: delle dieci marche preferite nel mondo, cinque sono italiane. "La marca è il risultato dell'invenzione e la Cina deve promuoverla maggiormente". L'ambasciatore ha detto che nei prossimi cinque anni il Dragone punterà allo sviluppo del mercato interno. "Un'opportunità per noi ma anche per l'Europa. Adesso in Cina la percentuale dei consumi privati si aggira il tra 30-40%, contro il 75-80% di realtà come gli Stati Uniti. Dobbiamo avviare misure concrete per stimolare la domanda interna. Il Piano Quinquennale prevede import per un valore di 8mila miliardi di dollari. Credo che per qualsiasi paese sarà un'occasione".
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