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Ambasciatore Li Junhua a "il Sole 24 Ore": Piattaforme cinesi per vendere beni italiani
2020/12/08
 

L'attuale devastante pandemia da Covid-19 ha portato a una pesante recessione dell'economia globale che preoccupa moltissimo i governi e rende inquieto il mondo imprenditoriale. Dove sia la via d'uscita e quali siano le prospettive a lungo termine sono le sfide più importanti con cui tutti debbono confrontarsi. La Cina è disponibile a condividere il proprio piano strategico e le proprie azioni.

A fine ottobre, in Cina, la 5a sessione plenaria del Comitato Centrale del 19esimo Congresso del PCC ha approvato la proposta per il 14esimo piano quinquennale per lo sviluppo socio-economico del Paese e fissato gli obiettivi di lungo periodo per il 2035. In base alla proposta, la Cina continuerà a sostenere uno sviluppo basato su innovazione, coordinamento, ecologia, apertura e condivisione; si impegnerà a costruire un nuovo modello di sviluppo che ha come perno la circolazione dei beni e prodotti a livello nazionale e al contempo crea una sinergia di mutua promozione tra la circolazione nazionale e quella internazionale. Inoltre, la Cina intende promuovere da un punto ancora più alto le riforme e l'apertura e realizzare uno sviluppo di alta qualità. Questo è il piano di sviluppo strategico per il futuro della Cina, ma è anche un nuovo punto di partenza per integrare ancora di più lo sviluppo cinese e quello del resto del mondo.

Attualmente l'economia cinese rappresenta il 16% di quella mondiale e contribuisce alla sua crescita per il 30%. In quanto unica grande economia che registrerà quest'anno una crescita in positivo, l'impatto del contributo e l'interdipendenza dell'economia cinese su quella mondiale continuano ad aumentare. Nei prossimi 5 anni, la Cina porrà in essere grandi progetti strategici in settori come l'intelligenza artificiale, l'informazione quantistica, i circuiti integrati, le scienze della vita e la scienza e tecnologia aerospaziale. Inoltre, grazie all'impulso dato da tecnologia e innovazione, progredirà andando sempre più verso la zona medio-alta della supply chain globale. Secondo le stime, la Cina, nei prossimi cinque anni, vedrà il settore dell'import di servizi raggiungere, complessivamente, i 2500 miliardi di dollari, più del 10% su scala mondiale. Nei prossimi 10 anni, la Cina importerà prodotti per un valore superiore a 22 mila miliardi di dollari.

La Cina nel periodo coperto dal "XIV Piano Quinquennale" realizzerà i suoi obiettivi su 6 orizzonti diversi, ovvero: lo sviluppo economico raggiungerà nuovi risultati; le Riforme e l'Apertura andranno verso un nuovo ritmo di crescita; la civilizzazione sociale verrà innalzato; ci saranno nuovi progressi nella consapevolezza ecologica; il livello di benessere delle persone si alzerà ancora, così come migliorerà l'efficienza della governance nazionale. La Cina è un Paese con 1,4 miliardi di abitanti, con 900 milioni di lavoratori e con una fascia di popolazione con reddito medio che conta 400 milioni di persone. La Cina è un Paese che si trova in una fase di intenso sviluppo della nuova industrializzazione, dell'informatizzazione, dell'urbanizzazione e della modernizzazione agricola. È un Paese in cui la domanda interna è ampia e il potenziale per il commercio estero enorme. In particolare, quei 400 milioni di persone che fanno parte stabilmente del ceto medio, sono sempre felici di accogliere nuovi brand e sono audaci da provare nuove mode e trend, sono l'avanguardia dei consumatori cinesi del futuro. In seguito al costante ampliamento dei gruppi di consumatori, all'evoluzione verso l'alto delle abitudini di consumo e allo sviluppo del potenziale di consumo sul mercato interno, la Cina ha bisogno che sempre più partner internazionali, Italia compresa, partecipino al suo progresso economico e l'aiutino a rispondere alla forte e nuova domanda che arriva dal suo mercato.

Al fine di integrarsi al meglio nell'economia mondiale e servire il commercio globale, la Cina in futuro intende perfezionare il sistema di controllo integrato del commercio nazionale ed estero, promuovere la regolamentazione di entrambi. La Cina intende altresì combinare i sistemi di supervisione, l'operatività, gli standard di qualità, i sistemi di ispezione e quarantena e le certificazioni del commercio nazionale ed estero. La Cina continuerà a ottimizzare l'assetto del mercato nazionale e internazionale, la struttura dei prodotti, i modelli commerciali; continuerà ad innalzare la qualità del suo export e ad aumentare l'import di prodotti di alta qualità. Tutto questo facilita le imprese di tutti i Paesi, Italia compresa, ad avviare le loro attività in Cina, perché fornisce un ambiente di business più equo, trasparente e privo di pregiudizi e un contesto a livello politico stabile e prevedibile.

"Due ore e un volume di vendite pari a 38 milioni di renminbi" - questo è il risultato raggiunto, due settimane fa, dall'evento speciale dedicato all'Italia di "Presentazioni di Prodotti Live" alla China International Import Expo (CIIE). 84 Imprenditori e commercianti italiani di settori come la gioielleria, l'agroalimentare e la salute hanno partecipato, insieme a più di 2000 aziende provenienti da tutto il mondo, alla International Import Expo (CIIE). Le imprese da tutto il mondo hanno concluso 861 dichiarazioni di intenti per la cooperazione e chiuso affari per un totale di 72,62 miliardi di dollari, con un incremento del 2.1% rispetto all'edizione precedente. La CIIE è un segnale chiaro che mostra la risolutezza della Cina nell'ampliare l'apertura e nel voler che tutto il mondo possa godere delle opportunità presenti sul mercato cinese. In questo modo ha messo insieme perfettamente il piano strategico e le prospettive per lo sviluppo della Cina per i prossimi 5 anni.

Il Made in Italy sul mercato cinese è un brand ormai ben noto e apprezzato dai consumatori. Che si vada nell'ex concessione italiana a Tianjin o nelle vie dello shopping di Pechino, Shanghai, Canton, Shenzhen, Chongqing o Hangzhou, non mancano mai gli splendidi negozi dei brand italiani ed è semplice rendersi conto di quanto i consumatori cinesi amino la cultura e la creatività italiana. Le imprese italiane l'11 novembre, durante le promozioni del "doppio 11" hanno concluso, in un giorno, solo sulle piattaforme online di Alibaba, vendite per 400 milioni di euro. Inoltre, in Cina si trovano già ovunque furgoni Iveco, il vino rosso toscano, il prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano, l'aceto di balsamico di Modena, così come altri prodotti di alta qualità dell'agroalimentare italiano vendono benissimo e sono molto apprezzati. Tutto questo rappresenta ulteriormente il grande potenziale dei prodotti italiani sul mercato cinese.

Guardando al futuro, il mutuo vantaggio e beneficio sono l'unica via possibile per la prosperità condivisa di Italia e Cina. L'apertura e lo sviluppo della Cina hanno portato vantaggi all'Italia che vi ha partecipato, lo sviluppo di alta qualità della Cina attende ancor più il continuo della partecipazione italiana. Le porte del mercato della Cina saranno sempre aperte per l'Italia e per tutti i paesi del mondo e accogliamo con favore e invitiamo caldamente l'Italia, attraverso ogni canale possibile, a partecipare attivamente al processo di creazione di uno sviluppo di alta qualità della Cina. Al fine di condividere insieme tutti i profitti dello sviluppo e a portare maggiori benefici ai popoli e alle imprese dei due paesi.

"Solo se il mondo va bene, la Cina può star bene. Se la Cina va bene, il mondo può star sempre più bene." Anche se l'economia mondiale deve affrontare la dura sfida e l'impatto della pandemia, noi abbiamo una incrollabile fiducia che supereremo su questa avversità. È giusto credere che l'unione fa la forza e che le prospettive per la ripresa della crescita sono luminose. La Cina intende, insieme a tutti gli altri paesi, Italia compresa, creare opportunità nell'apertura, risolvere le difficoltà con la cooperazione e unire le forze per costruire un domani migliore!

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