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Italia-Cina: ambasciatore Li Ruiyu a "Nova", rapporti bilaterali mantengono ottimo andamento di sviluppo
驻意大利使馆
2018/11/22
 

 

Italia-Cina: ambasciatore Li Ruiyu a “Nova”, rapporti mantengono ottimo andamento di sviluppo

I rapporti tra Italia e Cina hanno mantenuto un ottimo andamento di sviluppo, con una cooperazione fattiva economico-commerciale, che ha portato nel 2017 l’interscambio bilaterale a sfiorare i 50 miliardi di dollari: lo afferma ad “Agenzia Nova” l’ambasciatore cinese a Roma Li Ruiyu, che conferma come anche negli altri settori siano stati registrati risultati sempre più fruttuosi. “Cina e Italia l’anno scorso hanno siglato il piano di azione quadriennale sino-italiano per il rafforzamento della cooperazione (2017-2020) e hanno individuato i 7 grandi ambiti prioritari per la collaborazione: ambiente ed energie sostenibili, agricoltura, urbanizzazione sostenibile, sanità, tecnologie e applicazioni aeronautiche e aerospaziali, infrastrutture e trasporti”, aggiunge Li, che auspica che Cina e Italia possano attuare concretamente l’intesa raggiunta tra governi e sviluppare al massimo il potenziale dei meccanismi di dialogo come il Comitato intergovernativo Italia-Cina e la Task Force Cina, realizzando al meglio il piano di azione quadriennale e promuovendo l’upgrade della cooperazione bilaterale in tutti i settori.

Li parla poi del recente tour nel paese asiatico del vicepremier Luigi Di Maio che ha guidato una delegazione in visita a Shangai in occasione della China International Import Expo (CIIE). “La delegazione era composta da circa 200 aziende italiane che hanno esposto l'alta qualità e l’alto livello della produzione Made in Italy. Per questa iniziativa esprimiamo il nostro massimo apprezzamento”, dichiara l’ambasciatore, secondo cui durante la sua permanenza in Cina, Di Maio ha partecipato alla quinta edizione del Business Forum Italia-Cina e ha presenziato alla sigla di moltissimi accordi di cooperazione tra aziende italiane e cinesi. “Ritengo che questa visita non sia stata solo utile per lo sviluppo ulteriore della cooperazione economico-commerciale sino-italiana, ma che abbia anche avuto un ruolo importante per aiutare l’ingresso sul mercato cinese delle aziende italiane, in particolare delle Pmi”, afferma Li, ribadendo come al contempo la visita ha mostrato al mondo intero che Italia e Cina tutelano il libero scambio e ha mandato un segnale importante sulla promozione, da parte dei due paesi, di una cooperazione aperta e di mutuo vantaggio.

L’ambasciatore Li spiega poi i progressi della Cina nello sviluppo dell’iniziativa Belt and Road (Nuova via della seta), che punta a creare una rete di infrastrutture di trasporto, di comunicazione e di scambio che coinvolge al momento 65 paesi – circa 4,5 miliardi di persone – su un’area che si estende fra Asia, Europa e Africa. “Questo è il quinto anno da quando il presidente Xi Jinping ha presentato l’iniziativa Belt and Road. In questi cinque anni, grazie all’impegno congiunto di tutte le parti coinvolte, la costruzione dell’iniziativa gradualmente si è trasformata da teoria in prassi, da visione in realtà e ha ottenuto importanti risultati”, sottolinea Li, che ricorda come l’interscambio commerciale della Cina con i paesi situati lungo la Via della seta abbia superato i 5 mila miliardi di dollari, con un totale di investimenti accumulati pari a più 70 miliardi di dollari. “Questo ha generato più di 240 mila posti di lavoro per i paesi partecipanti e ha portato a profitti concreti per tutte le parti coinvolte”, afferma l’ambasciatore.

In merito allo scetticismo da parte dei media occidentali nei confronti dei presunti rischi finanziari dell’iniziativa, il rappresentante cinese afferma che i prestiti che la Cina ha concesso ai paesi coinvolti nella Belt and Road non rappresentano una percentuale importante sul totale del debito estero di quegli stati e i tassi di interesse a cui vengono concessi sono più bassi di quelli dei paesi occidentali. “Quest’anno, durante il Forum per la cooperazione Cina-Africa, la Cina ha ridotto ulteriormente i debiti nei suoi confronti di molti Paesi africani. Alle volte vorrei proprio chiedere, perché, sebbene si tratti comunque di soldi, quelli forniti dai Paesi occidentali vengono visti come ‘dolcetti’ e quelli che provengono dalla Cina come ‘trappole’, sembra una visione pregiudizievole che usa due pesi e due misure di fronte allo stesso fenomeno ed è davvero difficile da sostenere”, afferma l’ambasciatore.

Li spiega come il nuovo governo italiano, sin dal suo insediamento, si sia impegnato attivamente per lo sviluppo dei rapporti con la Cina e abbia appositamente istituito la Task Force Cina. “Ultimamente, durante il suo colloquio con il premier Li Keqiang, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha ribadito che l’Italia sostiene attivamente l'iniziativa Belt and Road e intende rafforzare la cooperazione con la Cina sotto l’egida dell’iniziativa. La Cina apprezza moltissimo questa intenzione”, aggiunge il diplomatico cinese, che auspica che i due governi e i due paesi a tutti i livelli possano rafforzare la cooperazione e le sinergie per promuovere una maggiore cooperazione sotto l’egida del Belt and Road.

Li ribadisce inoltre come in quarant’anni di riforme e apertura, l’economia cinese abbia dato un enorme contributo allo sviluppo sano e sostenibile dell’economia mondiale. “Attualmente, l’assetto internazionale sta vivendo delle evoluzioni complesse, la crescita economica mondiale deve affrontare molti fattori di incertezza e instabilità, come e tendenze protezioniste e unilateraliste”, afferma l’ambasciatore, secondo cui di fronte a tutto ciò la Cina ha sempre portato avanti una strategia di apertura win-win e sviluppato una serie di politiche di alto livello volte alla liberalizzazione e semplificazione di commercio e investimenti e si sta impegnando per essere uno “stabilizzatore” dell’economia mondiale e la sua “forza motrice”.

Parlando delle tensioni commerciali con Washington, Li dichiara che la decisione degli Stati Uniti di dare adito unilateralmente a un attrito commerciale con la Cina rappresenta un'azione di in cui “entrambe le parti perdono” o forse persino di “in cui tutti perdono”. “È inevitabile che tutto ciò abbia un impatto negativo sull’economia cinese, in particolare in alcuni settori, ma credo che i rischi, in generale, si possano tenere sotto controllo. Prima di tutto, l'economia cinese presenta una tenuta piuttosto forte. L’economia cinese presenta una molteplicità di comparti industriali, sistemi completi, strutture diversificate e caratteristiche come la possibilità dei diversi sistemi di completarsi e sostituirsi a vicenda”, afferma Li, secondo cui, inoltre, di fronte ai colpi provenienti dall'esterno ha sempre dimostrato una forte elasticità e capacità di tenuta.

“In secondo luogo, l’economia cinese vanta una enorme domanda interna potenziale. La Cina ha una popolazione di 1,4 miliardi di persone, il reddito medio pro-capite annuo è di circa 9 mila dollari e il mercato dei consumi è in continua crescita. Un mercato interno così grande crea le condizioni ottimali per far fronte alle fluttuazioni della domanda estera”, sottolinea ancora Li, che in terzo luogo cita la competitività dell’economia cinese in costante crescita. “Negli ultimi anni, le aziende cinesi si stanno impegnando per migliorare la loro capacità di risposta al mercato, ad ampliare i loro investimenti nell’innovazione scientifico-tecnologica e ad aprirsi mercati differenziati. Da ultimo, le aziende cinesi sono sempre più in grado di affrontare le sfide che il mercato pone loro di fronte”, aggiunge.

Li rimarca come nei primi 3 trimestri del 2018, l’economia cinese abbia mantenuto un tasso di crescita del 6,7 per cento, in linea con le previsioni. “Con lo sviluppo sempre maggiore della cooperazione sotto l’egida del progetto Belt and Road, la cooperazione tra la Cina e i paesi situati lungo le Vie della Seta cresce sempre di più e l’economia cinese ha mostrato sempre più chiaramente i punti di forza della sua crescita economica sana e stabile. Come ha affermato il presidente Xi Jinping: l'economia cinese è come un vasto oceano, le burrasche e le tempeste non possono rovesciarlo”, dichiara l’ambasciatore, che auspica che gli Stati Uniti ascoltino le voci ragionevoli e pragmatiche e che abbandonino quanto prima le metodologie erronee e tornino sulla retta via dei dialoghi negoziali e della cooperazione bilaterale di mutuo vantaggio.

Tra i settori a cui il governo cinese attribuisce grande importanza l’alta tecnologia e l’innovazione scientifico-tecnologica. “Il presidente Xi Jinping ha dichiarato che l’innovazione è il primo motore che guida lo sviluppo. Negli ultimi anni, la Cina ha ampliato moltissimo le operazioni di ricerca e sviluppo nel settore della scienza e tecnologia digitale che comprende le reti 5G e ha ottenuto risultati positivi”, afferma Li, secondo cui il governo cinese incoraggia le aziende a rispettare i principi del mercato e i regolamenti internazionali nella cooperazione economico-commerciale con le controparti estere. “Spera, inoltre, che tutti i paesi possano rispettare i principi di equità, giustizia e apertura per creare l’ambiente di business migliore possibile per la cooperazione tra imprese. La Cina e l’Unione europea sono partner globali e strategici e godono di ottime basi di cooperazione duratura in ambito di tecnologie mobili, in campo di 5G esistono già molti scambi e collaborazioni”, afferma l’ambasciatore, che ricorda come nel settembre 2015, la Cina e l’Unione europea abbiano siglato una dichiarazione congiunta per la cooperazione strategica sul 5G al fine di promuovere la cooperazione su tutti i livelli da quello governativo a quello delle aziende e associazioni.

“Credo che la tecnologia 5G rappresenti un fattore fondamentale per l’incremento della competitività e per promuovere la crescita economica futura di tutti i Paesi ed è anche un aspetto importante per la costruzione congiunta da parte di Italia e Cina del Belt and Road Digitale”, ribadisce Li. “Spero e ancor più credo che sulle già ottime basi di cooperazione esistenti tra Italia e Cina, i due Paesi possano continuare a impegnarsi e a promuovere lo sviluppo del 5G per ottenere maggiori progressi e generare ricchezza per i nostri due popoli”, aggiunge il rappresentante cinese, che parla poi del successo della prima edizione dell’CIIE, che ha avuto come tema “Nuova Era, Futuro Condiviso” e i nuovi concetti di sviluppo basato su “innovazione, armonizzazione, ecologia, apertura e condivisione”. “L’CIIE ha visto la partecipazione di 172 paesi, regioni e organizzazioni internazionali con 3.600 aziende partecipanti e con una presenza di più di 400 mila compratori interni e esteri che hanno partecipato agli incontri ed effettuato acquisti”, dichiara l’ambasciatore.

Li ribadisce poi che secondo i conteggi effettuati alla chiusura dell’CIIE, il 10 novembre, il valore delle dichiarazioni di intenzione d’acquisto è stato di 57,83 miliardi di dollari, con moltissimi partecipanti stranieri che sono tornati a casa con un lauto raccolto. “La Cina intende rendere l’CIIE un evento a cadenza annuale, con l’obiettivo di renderla sempre migliore. L’CIIE è un segnale importante che mostra come la Cina sia focalizzata sulla promozione di una nuova tornata di politiche di apertura e come si sia attivata spontaneamente per aprire al mondo intero il suo mercato, in nome del suo sostegno al libero scambio e alla globalizzazione economica”, afferma il rappresentante cinese, secondo cui l’CIIE sia un nuovo prodotto aperto a tutti che la Cina offre al mondo e che ne mostra la volontà di portare avanti uno spirito di cooperazione di mutuo vantaggio e di apertura e inclusione. “Sono convinto che l’CIIE possa divenire una nuova piattaforma per promuovere l’economia e la finanza internazionale e che possa iniettare nuova linfa vitale per la crescita economica mondiale”, conclude Li.

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