Home > ULTIME NOTIZIE
Intervento dell'Ambasciatore Li al "The Global energy Market and New Economic Order".
驻意大利使馆
2017/07/07

Il 6 luglio, Ambasciatore Li ha partecipato al seminario "The Global energy Market and New Economic Order" ed ha dato un intervento, quanto segue:

Salve a tutti! Sono molto lieto di poter partecipare all’evento odierno e di poter discutere con tutti voi la risposta mondiale ai problemi causati dal cambiamento climatico.

Nel dicembre 2015, più di 190 paesi hanno aderito agli “Accordi di Parigi”, nel contesto della conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, per la gioia di tutta la comunità internazionale. Nel giugno di questo anno invece, la dichiarazione dell’uscita dagli Accordi di Parigi degli Stati Uniti, da parte del Presidente americano Trump, ha suscitato l’interesse e la preoccupazione della comunità intera. Questa situazione altalenante mette in evidenza come le discussioni riguardo il cambiamento climatico siano destinate a complicarsi. La Cina ormai da tempo si impegna in questa problematica di importanza universale con atteggiamento deciso e pragmatico. Senza interessarsi a quali siano i cambiamenti di posizione degli altri paesi, come dimostrato in diverse occasioni, la Cina si tiene attiva sul fronte del cambiamento climatico, tenendo fede agli accordi presi a Parigi. Discuterò ora alcuni punti, per spiegare ulteriormente la posizione e l’atteggiamento cinese.

1. Rispondere ai cambiamenti climatici è una necessita insita nello sviluppo socio economico cinese. I cambiamenti climatici stanno influenzando pesantemente l’ecosistema naturale di tutto il pianeta e il verificarsi di gravi eventi climatici potrebbe risultare in difficoltà dure per la vita umana e il suo sviluppo. La Cina è una Nazione in via di sviluppo con una popolazione di 1 miliardo e 300 milioni di abitanti, nonché uno dei paesi che sta subendo i gravi effetti negativi del cambiamento climatico. La Cina si trova attualmente in una fase di rapida urbanizzazione e industrializzazione, e contemporaneamente deve affrontare lo sviluppo economico, diminuire il tasso di povertà, migliorare la qualità di vita, proteggere l’ambiente e affrontare il cambiamento climatico. Affrontare attivamente il cambiamento climatico, impegnarsi nel controllo delle emissioni dei gas serra e migliorare le capacità adatte al cambiamento climatico sono le richieste implicite cinesi per poter assicurare la sicurezza economica, energetica, ecologica, alimentare, il benessere del popolo e delle sue proprietà e realizzare uno sviluppo sostenibile. Il governo cinese ha proposto 5 concetti fondamentali di sviluppo: “innovazione, coordinazione, ecologia, apertura, condivisione”. L’ecologia è appunto uno di questi concetti fondamentali, lo stesso Presidente Xi Jinping ha affermato: “desideriamo montagne d’oro e d’argento, ma vogliamo anche acque pulite e montagne verdi, perché esse stesse sono oro e argento.” Si può dire che la Cina abbia messo la protezione ecologica al posto più alto.

2. Il principio del “comune ma differenziato” incarna un’azione globale equa e giusta circa il cambiamento climatico. Roma non è stata costruita in un giorno, anche il quantitativo delle emissioni dei gas serra ha alle spalle un percorso storico di accumulazione. Secondo le idee scientifiche più affermate del momento, gli attuali cambiamenti climatici sono il prodotto delle attività umane e in particolar modo delle prolungate attività industriali dei paesi sviluppati. L’opinione pubblica è stata confusa dal dibattito su chi, tra Cina e Stati Uniti, fosse il maggiore consumatore e di risorse e chi emettesse il maggior quantitativo di gas. Da un punto di vista storico delle emissioni, gli Stati Uniti coprono il 29% delle emissioni totali prodotte dall’intera razza umana, mentre la Cina solo l’8%. La Cina, da Paese in via di sviluppo, prenderà attivamente provvedimenti e si guarderà bene dal percorrere la via dell’industrializzazione e delle alte emissioni seguita dall’occidente, seguirà piuttosto i propri obiettivi e manterrà fede all’impegno preso. Auspichiamo che i paesi sviluppati vogliano farsi carico delle loro responsabilità storiche, che adempiano al loro dovere di diminuire le emissioni, che rispettino la promessa di sostenere economicamente, tecnologicamente e tecnicamente i paesi in via di sviluppo, come previsto dagli accordi di Parigi.

3. Il “Piano cinese” e l’“Atteggiamento cinese” incarnano responsabilità e doveri di una grande nazione. Nel quadro degli Accordi di Parigi, la Cina ha consegnato le sue Intended Nationally Determined Contributions (contributi intesi nazionalmente determinati), in cui si stabilisce che la Cina raggiungerà il picco massimo di emissioni di CO2 entro il 2030, per il quale si sta già impegnando affinché lo si raggiunga al più presto, e si definisce l’obiettivo operativo di portare giù le emissioni di C02 per unità di PIL del 60% - 65% rispetto al 2005. Per raggiungere i propri obiettivi, la Cina si impegna costantemente su 15 diversi fronti, tra cui le strategie nazionali, strategie locali, sistema energetico, sistema industriale, partecipazione sociale e cooperazioni internazionali. I risultati finora ottenuti sono evidenti per tutti. Dal 2011 al 2015, l’intensità delle emissioni di carbone da parte della Cina sono diminuite del 21,8%, equivalente a 2 miliardi e 340 milioni di tonnellate di carbone in meno. Nel 2016 le emissioni sono state inferiori del 6,6% rispetto all’anno precedente, sorpassando del 3,9% gli obiettivi prestabiliti e continuando a contrastare il cambiamento climatico. La Cina è un paese in via di sviluppo che si fa carico delle proprie responsabilità e i cinesi sono di parola e risoluti. Seguiremo i principi di sviluppo, di innovazione, coordinazione, ecologia, apertura e condivisione, ci atterremo seriamente agli Accordi di Parigi e ci impegneremo a fondo per contrastare i cambiamenti climatici. Questo è il modo in cui la Cina si fa carico della responsabilità di partecipare al governo del pianeta, di costruire una comunità umana e di promuovere lo sviluppo comune dell’umanità intera.

4. La Cina è un attivo pioniere e influenzatore dell’azione mondiale di contrasto al cambiamento climatico. Affinché gli Accordi di Parigi venissero raggiunti e messi in pratica, la Cina ha contribuito attivamente e, per questo, ha ricevuto l’apprezzamento della comunità internazionale. Nel 2016, durante il summit del G20, tenutosi nella città di Hangzhou, la Cina ha proposto ai membri dei paesi partecipanti che gli accordi venissero accettati universalmente e che entrassero in vigore anticipatamente. Dall’inizio di questo anno, in diverse occasione di alto livello, come l’Incontro Ministeriale BASIC sui Cambiamenti Climatici, China-EU High Level Strategic Dialogue, il Summit dei Ministri dell’Estero dei BRICS o il meeting del CDA dell’Asian Development Bank, ha promosso la tematica dei cambiamenti climatici e, dopo ogni incontro, ha affermato la propria volontà di fare appello a qualsiasi mezzo per poter portare adempiere agli accordi di Parigi. Nel contempo è rimasta invariata la spinta cinese di promozione del South-South Cooperation on Climate Change, è stato stabilito un fondo della South-South Cooperation di 20 miliardi di Yuan, i paesi in via di sviluppo stanno lanciando dieci aree dimostrative a basso C02, 100 progetti di riduzione e di mitigazione del cambiamento climatico e 1000 progetti di cooperazione per l’educazione al contrasto dei cambiamenti climatici.

Amici, Italia e Cina sono partner strategici generali e condividono prospettive simili, se non comuni, riguardo le grandi tematiche internazionali, come la politica mondiale e il contrasto dei cambiamenti climatici, pietra miliare della fiducia politica reciproca fra i due paesi e garanzia di una cooperazione più efficace sul piano internazionale. Nel maggio di questo anno, il Primo Ministro Gentiloni ha preso parte al “Belt and Road Forum for International Cooperation”, durante il quale i due capi di stato hanno pubblicato il piano operativo di cooperazione per il 2017 fino al 2020 ed è stata nuovamente confermata la posizione in cima alla lista delle sette principali aree di sviluppo della cooperazione sino-italiana della questione ambientale e delle energie sostenibili, il che significa che entrambe le parti si impegneranno a ricercare le soluzioni migliori per dare il proprio contributo, raggiungere i propri obiettivi di sviluppo sostenibile e affrontare pragmaticamente il cambiamento climatico. Le fondamenta della cooperazione ambientale tra Cina e Italia sono solide, l’efficacia è evidente e costituisce un modello di cooperazione bilaterale di ispirazione per lo sviluppo della protezione ambientale e dello sviluppo sostenibile all’interno della comunità internazionale. Sono oltre 200 i progetti di cooperazione messi in atto in Cina che hanno portato una grande quantità di investimenti diretti e indiretti e che hanno creato un’ampia piattaforma di cooperazione per le imprese e le industrie della protezione ambientale dei due paesi, diventando una causa comune di grandi vittorie e benefici e dai grandi risultati e economici e sociali. Attualmente la Cina è il primo paese per il risparmio e energetico, per l’utilizzo di nuove risorse e di risorse rinnovabili. Negli ultimi anni, una serie provvedimenti politici sono stati attuati per promuovere l’utilizzo e lo sviluppo delle nuove risorse, la riduzione su larga scala della capacità di produzione di carbone è stata dichiarata, assieme allo sviluppo di uno spazio per le nuove risorse. E ciò non serve unicamente alla riduzione delle emissioni su scala globale, ma anche a fornire maggiori opportunità alla cooperazione sino-italiana.

Suggest To A Friend:   
Print