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Intervista di China Radio International all'Ambasciatore Li Ruiyu
2014/03/13

I dieci anni del partenariato strategico Cina-Italia--Intervista all'ambasciatore cinese in Italia, Li Ruiyu

2014-03-10  cri

Il 9 maggio 2004 i governi di Cina e Italia hanno pubblicato un comunicato congiunto, che annuncia lo stabilimento di un completo partenariato strategico stabile, amichevole, a lungo temine e in continuo sviluppo fra i due paesi. Quest'anno, questo partenariato festeggierà il suo primo decimo anniversario. Nel frattempo, i rapporti politici, economico-commerciali, culturali e nell'istruzione fra i due paesi hanno registrato dei grandi sviluppi. In merito, il nostro corripondente in Italia, Zhang Guocheng, ha intervistato l'ambasciatore cinese in Italia, Li Ruiyu.

L'ambasciatore Li Ruiyu ha affermato che il governo cinese presta sempre grande attenzione allo sviluppo delle relazioni con l'Italia. L'Italia è uno dei paesi più amici e uno dei partner più importanti della Cina nell'Ue. L'intento di cooperare con la Cina dei vari ambienti italiani è molto forte, e le aspettative sono molto alte. Le due parti sono in contatto circa le visite reciproche di quest'anno dei leader dei due paesi e sulla firma del "Piano d'azione triennale di cooperazione economica Cina-Italia". Approfittando dell'occasione che nel secondo semestre del 2014 l'Italia assumerà la presidenza di turno dell'Ue e convocherà il vertice Asia-Europa, le due parti approfondiranno ulteriormente le relazioni bilaterali, portando ad un livello ancora più alto la concreta cooperazione di amicizia fra i due paesi. Sin dallo stabilimento del completo partenariato strategico nel 2004, le relazioni fra i due paesi hanno continuato ad avanzare. In proposito, l'ambasciatore Li Ruiyu ha detto: "I rapporti politici fra i due paesi sono stabili, e gli scambi di alto livello frequenti. Le due parti mantengono strette consultazioni sui maggiori problemi internazionali e regionali. Nonostante l'influenza della crisi economica internazionale, la cooperazione economico- commerciale fra i due paesi mantiene ancora un rapido sviluppo. L'anno scorso l'interscambio commerciale ha raggiunto i 43 miliardi e 300 milioni di dollari, con una crescita del 3,9% rispetto all'anno precedente, quasi 3 volte in più rispetto a dieci anni fa. In particolare, l'importazione della Cina dall'Italia è crescita del 9,4% rispetto al 2012, quasi 3 volte in più rispetto a dieci anni fa. Gli investimenti bilaterali hanno registrato una crescita in controtendenza: nel 2013 gli investimenti cinesi in Italia hanno superato i 600 milioni di dollari. Anche gli scambi umanistici e tecnico-scientifici sono stati molto attivi. Le due parti hanno costituito il fondo per l'ambiente energetico "Sino-Italian Facility" (SIF), il centro di design innovativo, il centro di trasferimento tecnologico e il centro di e-government, che hanno promosso i risultati di una serie di importanti progetti tecnico-scientifici e legati all'ambiente. Progetti come l'Anno della Cultura cinese e gli scambi permanenti di opere fra musei sono ormai diventati un importante ponte per accrescere l'affetto fra i due popoli".

Secondo l'ambasciatore Li Ruiyu, l'Italia, come un tradizionale paese industriale dell'Europa, presenta delle superiorità nella manifattura e nell'innovazione tecnico-scientifica, e conta un gran numero di PMI dotate di competitività internazionale, il che è complementare con le richieste ed enormi potenzialità della futura trasformazione e regolazione della struttura dell'economia cinese. I due paesi presentano delle enormi potenzialità di cooperazione nei campi dell'economia e commercio, della scienza e tecnologia, della tutela ambientale, dell'agricoltura, della cultura, dell'educazione e del turismo. La Cina rafforzerà i rapporti con l'Italia, e valorizzerà a fondo il suo attivo ruolo nei rapporti Cina-Ue. L'ambasciatore ha detto:

"L'Italia è una buona amica e partner della Cina nell'Ue. I rapporti fra Cina e Italia sono uno degli stabilizzatori delle relazioni fra Cina e Ue. Degli ottimi rapporti fra Cina e Italia svolgono un ruolo fondamentale per la promozione della cooperazione Cina-Ue nel quadro del completo partenariato strategico Cina-Ue. Nel secondo semestre del 2014 l'Italia assumerà la presidenza di turno dell'Ue e convocherà il vertice Asia-Europa. I premier dei due paesi potrebbero anche realizzare delle visite reciproche. Queste ottime occasioni inietteranno sicuramente della nuova forza motrice per l'ulteriore sviluppo dei rapporti Cina-Italia e per far compiere un nuovo passo avanti ai rapporti Cina-Ue."

L'ambasciatore Li Ruiyu ha aggiunto che il governo cinese sostiene l'organizzazione dell'Expo da parte dell'Italia, e intende approfittare dell'Expo di Milano per promuovere gli scambi fra le due parti ed ergere una piattaforma per gli imprenditori:

"Auguriamo siceramente il pieno successo dell'Expo 2015 di Milano. Il padiglione cinese sarà uno dei più grandi dell'evento. La Cina avrà anche due padiglioni delle imprese all'Expo. Il tema dell'Expo di Milano, 'Nutrire il pianeta, energia per la vita', fornirà una preziosa occasione di cooperazione fra i due paesi in ogni settore, soprattutto nel rafforzamento degli scambi e della costruzione della capacità nell'agricoltura moderna e nella sicurezza alimentare.

La Cina sta promuovendo la trasformazione e la riforma in molti ambiti, il che è una grande occasione per le imprese italiane. Molti imprenditori italiani sperano di cogliere l'occasione per entrare nel mercato cinese. In merito, l'ambasciatore Li Ruiyu ha fatto alcune proposte:

"Finora più di 4000 imprese italiane investono e producono in Cina, per lo più con degli ottimi risultati. Prima di assumere l'incarico di ambasciatore, ho visitato alcune province e città cinesi, scoprendo che molte località sono felici che le imprese italiane investano nella zona. Dopo aver assunto l'incarico, molti esponenti del mondo industriale e commerciale italiano mi hanno espresso la speranza di investire in Cina. L'Italia vanta molte imprese e marchi di fama mondiale nella manifattura di alto livello, nel design innovativo, nel risparmio energetico e nella tutela ambientale, ma molte buone cose rimangono sconosciute ai cinesi. Inoltre, per i limiti di capitali e dimensioni, la capacità di investire in Cina di molte PMI italiane è insufficiente. Quindi consiglio alle imprese italiane, primo, di rafforzare la comunicazione e le pubbliche relazioni nei settori competitivi; secondo, di fare una buona raccolta di informazioni per capire a fondo le richieste del mercato cinese ed effettuare un buon collegamento con le imprese cinesi; terzo, propongo alle PMI italiane di eccellenza di rafforzare la cooperazione con le imprese cinesi, così da ingrandirsi tramite iniezioni di capitali ed ampliare il mercato cinese, realizzando un quadro di mutuo vantaggio e win-win con le imprese cinesi".

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