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INTERVISTA ALL'AMBASCIATORE CINESE IN ITALIA LI RUIYU
驻意大利使馆
2014/01/25
 

A cura di AgiChina24

Roma, 22 gennaio - Il terzo plenum del Comitato Centrale del PCC si è appena concluso con la decisione di approfondire le riforme economiche, ottenendo il plauso degli osservatori internazionali, che volto avrà la Cina da qui al 2010?
Quali sono secondo lei le priorità in tema di riforme?

Il terzo Plenum del 18° Comitato Centrale del PCC è stato un momento importante per approfondire le riforme onnicomprensive della Cina. Il Plenum ha stabilito 300 misure importanti nel campo delle riforme di 15 settori e ha fissato al 2020 il termine per ottenere risultati decisivi nei settori chiave e nelle fasi più importanti. Una scadenza che coincide con il termine fissato per il completamento della costruzione di una società benestante. In quel momento, il Pil della Cina sarà raddoppiato rispetto al 2010, arrivando a 13 trilioni di dollari americani, mentre il Pil procapite supererà quota 10mila dollari; il reddito medio dei cittadini raggiungerà i 7mila dollari, il doppio rispetto al 2010 e la popolazione con reddito medio supererà i 600 milioni. Il tasso di urbanizzazione salirà al 60% dal 51% di oggi, con il trasferimento di circa 220 – 230milioni di abitanti dalle campagna alle aree urbane. Allo stesso tempo il mercato interno sarà il principale motore della crescita economica con una forza d'acquisto superiore a 10,5 trilioni di dollari, la tecnologia contribuirà alla crescita economica per il 60% e l'emissione di anidride carbonica diminuirà del 40 - 45% rispetto al 2005. Importanti risultati si attendono anche dalle riforme in campo finanziario, sanitario, del sistema giuridico e della previdenza sociale.

Negli ultimi 35 anni la parola 'riforma' ha sempre avuto un profondo legame con la Cina. Nel 1978 la terza sessione del 11° Comitato Centrale del PCC diede inizio alle riforme e apertura del mercato, il cui obiettivo fu di eliminare i numerosi ostacoli all'avanzamento della produttività sociale. Oggi la priorità delle nuove riforme è rendere lo sviluppo della Cina più efficiente, più equo e più sostenibile. Più efficiente significa lasciare che il mercato giochi un ruolo decisivo nell'allocazione delle risorse, ma anche approfondire le riforme economiche strutturali, insistere sul miglioramento delle istituzioni economiche di base, accelerare sia il perfezionamento dei sistemi del mercato moderno, della regolazione macroeconomica e dell'economia aperta, sia il cambiamento del modello di sviluppo economico. Più equo significa istituire gradualmente un sistema di garanzia dell'uguaglianza sociale sulla base della parità dei diritti, delle opportunità e delle regole, impegnarsi a creare una società equa al fine di garantire i diritti di partecipazione e sviluppo a tutti i nostri cittadini. Più sostenibile significa dare priorità alla costruzione di una civiltà ecologica, combinandola con lo sviluppo economico, politico, culturale e sociale, e costruire una società eco-friendly. Questi tre aspetti rappresentano la direzione e la priorità delle riforme che la Cina ha bisogno di approfondire e dimostrano il desiderio e la determinazione della Cina nell'ottimizzare il modello di sviluppo e promuovere la prosperità mondiale.

Come è cambiata la Cina nell'ultimo anno da quando si è insediato Xi Jinping alla presidenza?
Quale è la sua definizione di "sogno cinese"?
Il 2013 è stato un anno straordinario per il processo di sviluppo della Cina. Di fronte alle vicissitudini internazionali e all'onere delle riforme, dello sviluppo e della stabilità dal punto di vista della politica interna, la Cina ha portato a termine la transizione politica e ha tracciato nuove linee guida per promuovere riforme comprensive, aprendo così nuove prospettive per la realizzazione del "sogno cinese".

Lo scorso anno la Cina ha conosciuto tanti cambiamenti incoraggianti. Il modello della democrazia socialista con caratteristiche cinesi si è dimostrato dinamico, mentre continua ad avanzare la costruzione dello stato di diritto e il meccanismo decisionale del governo diventa più razionale e democratico.
L'economia cinese è in continua crescita ed espansione. Sulla scia del progresso tecnologico e dell'innovazione industriale a livello mondiale, la Cina accelera il passo della ristrutturazione economica e cambia man mano il suo modello di sviluppo al fine di raggiungere l'obiettivo annuale di sviluppo economico nazionale.

La soglia culturale del Paese si è innalzata. Si stanno perfezionando i servizi in materia culturale, migliorando la preparazione dei cittadini, promuovendo la riforma delle istituzioni culturali e rafforzando ulteriormente la dinamicità del mercato.
La società è migliore grazie all'aumento del tenore di vita dei cittadini e l'ottimizzazione dell'amministrazione degli enti locali. Tramite l'istituzione di un sistema unificato di previdenza sociale per i cittadini sia nelle aree urbane che in quelle rurali e tramite la costruzione di una piattaforma complessiva di amministrazione dei servizi sociali più diretti e più concreti per i cittadini, la società cinese procede verso uno sviluppo più equilibrato.

La sensibilità ecologica della Cina viene rafforzata. Con una serie di misure incisive come la Mappa dell'Inquinamento dei metalli pesanti, il Piano d'Azione per l'Inquinamento Atmosferico e la Risoluzione della Produttività Eccessiva, si combatte una grande battaglia per la difesa dell'ambiente e del territorio.

La diplomazia cinese procede sempre con un grande spirito di innovazione e responsabilità. La Cina svolge un ruolo chiave a livello internazionale. Nel corso del 2013 i leader cinesi hanno incontrato più di 300 leader esteri in visite istituzionale e sono stati siglati circa 800 accordi e memorandum d'intesa con diversi Paesi. La Cina crede che grazie ai rapporti diplomatici con gli altri Paesi del mondo si possa andare oltre il gioco a somma zero traendo vantaggio reciproco.

Il progresso in campo scientifico ottenuto nel 2013 è senza precedenti, ad esempio le missioni spaziali compiute dalla navicella Shenzhou 10, il lancio della sonda Chang'e 3 e il sottomarino Qianlong 1. Sono stati fatti numerosi passi avanti verso la realizzazione del sogno di poter esplorare lo spazio e il mare e ora la bandiera nazionale cinese è per la prima volta sulla Luna.
"Sogno cinese" significa maggior capacità nazionale e più ricchezza e felicità per i cittadini. A mio parere, ci sono tre aspetti fondamentali.

Il primo è che il "Sogno cinese" vuol dire "Sogno di sviluppo" del Paese, riguarda il cambiamento del modello di sviluppo, il miglioramento della qualità dello sviluppo, la realizzazione di un Paese comunista moderno ricco, democratico, civile e armonioso.

Il secondo aspetto è che il "Sogno cinese" si basa sul "sogno di felicità", significa dare soddisfazione a tutti i cittadini che possono fare progressi attraverso lo studio, avere guadagni tramite il lavoro, godere della sanità in caso di malattia, di godere dell'assistenza in età senile, lavorare con entusiasmo e vivere in serenità. Ciascuno deve avere la stessa opportunità di far emergere il proprio valore personale e di vivere in modo dignitoso.

Il terzo aspetto è che il "Sogno Cinese" è un "sogno di armonia" del mondo, significa insistere sullo sviluppo pacifico, valorizzare il vantaggio reciproco sulla base di una strategia win-win, promuovere il progresso e la prosperità comune in tutto il mondo. Centinaia di migliaia di cittadini cinesi, con la propria diligenza e intelligenza, raccolgono l'opportunità di costruire la propria vita e realizzare i propri sogni, concretizzando il "Sogno cinese". Sono convinto che con l'impegno di tutti i cittadini cinesi il "Sogno cinese" potrà essere sicuramente realizzato.

Come vede le relazioni tra Italia e Cina?
Quali sono, secondo lei, le strade percorribili per aumentare gli scambi diplomatici ed economici tra i due Paesi?

L'Italia è uno dei partner più importanti della Cina all'interno dell'Unione Europea e i buoni rapporti tra Italia e Cina costituiscono un pilastro essenziale per il dialogo sino-europeo. In più di 40 anni dall'allacciamento dei rapporti diplomatici, le relazioni tra i due Paesi hanno sempre registrato uno sviluppo ottimo e si è assistito ad un consolidamento costante. Attualmente i rapporti politici sino-italiani hanno raggiunto una fase di collaborazione profonda, con frequenti visite istituzionali ad alto livello e con un grande coordinamento su moltissimi importanti progetti internazionali e locali.

D'altra parte gli scambi commerciali bilaterali stanno crescendo rapidamente. Da gennaio a ottobre 2013, il volume totale dell'interscambio ha raggiunto i 43,3 miliardi di dollari, mentre l'importazione cinese dall'Italia è cresciuta del 9.4%. Nonostante l'attuale instabilità della ripresa economica mondiale, gli investimenti reciproci hanno conosciuto una forte espansione e il volume totale degli investimenti cinesi in Italia ha superato i 600 milioni di dollari.

La cooperazione bilaterale in ambito culturale e scientifico-tecnologico è dinamica e in continuo sviluppo. Le due parti hanno congiuntamente lanciato il China-Italy SIF Fund for Energy and Environment, volto alla promozione di diversi importanti progetti nel settore scientifico e ambientale. Eventi come l'anno culturale cinese in Italia e l'accordo per lo scambio dei musei permanenti tra i nostri Paesi costituiscono occasioni importanti per cementare l'amicizia tra i due popoli.

Dal mio insediamento come Ambasciatore, ho subito riscontrato una forte volontà di cooperazione da parte dell'Italia nei confronti della Cina. A mio parere, le due parti devono valorizzare la complementarietà delle due economie e sviluppare i rispettivi punti di forza per far sì che questa volontà di cooperazione possa concretizzarsi in progetti reali.

L'Italia, essendo un paese tradizionalmente forte nel settore industriale, ha un grande vantaggio competitivo a livello internazionale, consideriamo ad esempio il settore manifatturiero e la capacità di innovazione tecnologica. Molte piccole e medie imprese italiane hanno registrato numerosi successi nella competizione a livello internazionale. La Cina sta vivendo un periodo importante di transizione, le potenzialità del vostro Paese sono in linea con le esigenze cinesi di trasformazione e di riassetto della propria struttura economica. Ci sono enormi opportunità di collaborazione, ad esempio nel settore della produzione di alta gamma, della tutela ambientale, dell'energia rinnovabile, della lavorazione dei prodotti agricoli.

Quest'anno ricorre il decimo anniversario dell'istituzione del Partenariato strategico globale tra Cina e Italia e nel secondo semestre di quest'anno, l'Italia assumerà la presidenza del Consiglio dell'Unione Europea e ospiterà il vertice ASEM a Milano. Mi auguro che le due parti possano approfittarne per approfondire le relazioni bilaterali in modo da poter fare un salto di qualità per un vantaggio reciproco.

Cina e Italia hanno di recente firmato un importante accordo di cooperazione nel settore spaziale. Il ministro italiano per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Maria Chiara Carrozza, ha parlato non solo di importanza del "Made in Italy", ma anche del "Research in Italy". Lei pensa che l'Italia possa essere un buon punto di approdo per gli studenti cinesi che vogliono approfondire all'estero le proprie competenze, anche nel settore scientifico?
Che ruolo ha per la Cina il "made in Italy" in campo scientifico?

"Made in Italy" e "Reseach in Italy" erano noti in Cina anche nei secoli passati. Il fisico Galileo Galilei è considerato da quasi tutti i cinesi il padre della scienza moderna, mentre altri scienziati italiani come Enrico Fermi e Guglielmo Marconi sono ben noti al popolo cinese. L'Italia è un Paese con una grande cultura dell'innovazione, le imprese italiane sono apprezzate per essere le più all'avanguardia a livello mondiale per il design e per la ricerca e lo sviluppo; se si riuscissero a combinare queste potenzialità con la forte capacità di produzione cinese ne conseguirebbe sicuramente un vantaggio per entrambe le parti.

L'Italia è stato uno dei primi Paesi occidentali ad aver firmato l'accordo di cooperazione con la Cina in campo scientifico, diventando da subito un partner di grande interesse per noi. I due Paesi hanno costruito un Centro italo-cinese per il design e l'innovazione, un Centro per il trasferimento di tecnologie e un Centro per l'e-government. Attraverso queste tre piattaforme intergovernative si sono realizzati più di 3000 progetti di condivisione delle tecnologie tra le nostre imprese, 368 protocolli d'intesa e 50 progetti di cooperazione in materia di energia, tutela ambientale, medicina biologica e tutela dei beni culturali con un valore di circa 360 milioni di euro.

Verso la fine dell'anno scorso, l'onorevole Carrozza, ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca italiano, ha effettuato una visita in Cina partecipando al 4° Forum per l'Innovazione Italia-Cina. Durante il Forum si è firmato l'accordo sul progetto per la mappatura della Luna in collaborazione con gli scienziati di entrambi i Paesi. Questo è solo uno degli esempi di cooperazione tra i nostri Paesi nel settore spaziale. Sono in programma ulteriori progetti di cooperazione ad esempio per la costruzione di satelliti, per la ricerca nel settore dei razzi e per le applicazioni del telerilevamento.

Oggi il mondo è entrato in una nuova era di sviluppo incentrato sull'innovazione, mentre la Cina sta percorrendo la strada delle "quattro nuove modernizzazioni", ovvero la nuova industrializzazione, l'informatizzazione, l'urbanizzazione e la modernizzazione agricola che offre ai due paesi grandi opportunità di cooperazione. In futuro, focalizzeremo la nostra collaborazione sulla ricerca e sull'innovazione delle tecnologie, in particolare quelle con buone prospettive di applicazione. Sono fiducioso che con i nostri sforzi congiunti la cooperazione scientifica possa ottenere risultati sempre maggiori che porteranno benefici ai nostri Paesi e ai nostri popoli.

 

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