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Dichiarazione del Portavoce dell'Ambasciata Cinese sulla risoluzione relativa allo Xinjiang passata dalla Commissione Esteri della Camera dei deputati Italiana
2021/05/27

Il 26 maggio, la Commissione degli affari esteri e comunitari della Camera dei deputati Italiana, non curante della ferma posizione della parte cinese, ha adottato una risoluzione relativa allo Xinjiang diffamando la Cina e ingerendo negli affari interni cinesi con il pretesto delle cosiddette questioni relative ai diritti umani. Di cio manifestiamo il nostro risoluto malcontento e la ferma obbiezione. 

Le questioni relative allo Xinjiang riguardano essenzialmente la lotta al terrorismo violento, al separatismo e alla radicalizzazione. Anni fa, lo Xinjiang è stato tormentato da diverse migliaia di attacchi terroristici violenti che hanno causato un pesante tributo alla vita e alla proprietà dei cittadini innocenti dello Xinjiang. Nella Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang della Cina sono stati compiuti sforzi di anti-terrorismo e deradicalizzazione in conformità con il Piano d'azione delle Nazioni Unite per prevenire l'estremismo violento e con i principi e lo spirito della Strategia Globale Antiterrorismo delle Nazioni Unite. Grazie a tali sforzi incessanti, lo Xinjiang, libero da attacchi violenti e terroristici per più di quattro anni consecutivi, ha goduto di una società sicura e stabile e di uno slancio di sviluppo sostenuto. I residenti dello Xinjiang vivono e lavorano in serenità, i diritti e gli interessi legittimi di tutti i gruppi etnici sono stati efficacemente garantiti. I cosiddetti lavori forzati, controllo illegale delle nascite e repressione della libertà religiosa sono accuse totalmente infondate.

Lo Xinjiang è il territorio della Cina e i suoi affari sono puramente affari interni della Cina, che non ammettono interferenze da parte di forze esterne. La Cina è fermamente determinata a salvaguardare la sua sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo e a tutelare lo sviluppo, la stabilità e l'unità etnica dello Xinjiang. Ci auguriamo che la Commissione Esteri mostri il dovuto rispetto per i fatti, ascolti la voce di 25 milioni di cittadini di vari gruppi etnici dello Xinjiang, operi per rafforzare l'amicizia tra il popolo cinese e quello italiano e contribuisca a promuovere la cooperazione di mutuo vantaggio tra i due paesi.

 
 
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