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L'intervento dell'Ambasciatore Li Ruiyu su Il Messaggero: Renzi in Cina per cogliere insieme le tante opportunità di sviluppo
驻意大利使馆
2014/06/10
 

                                     

Su invito del premier della Repubblica Popolare Cinese, Li Keqiang, il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi sarà in visita ufficiale oggi in Cina. Con lui, anche un centinaio di imprenditori tra i più rappresentativi del made in Italy. Il che non è indicativo soltanto dello stile tipico del premier Renzi, che è quello di conquistare con spirito pragmatico risultati concreti, esplorare sempre nuove opportunità e fare da pioniere, ma anche dell'importanza della cooperazione commerciale nei rapporti tra i nostri due Paesi.

Duemila anni fa, la via della seta collegava la Cina con l'Impero Romano e, da allora, il dialogo culturale e commerciale tra le due parti non si è mai interrotto. Ambasciatori come Marco Polo e Matteo Ricci segnarono la storia e alimentarono uno spirito di profonda amicizia tra i popoli. Oggi il made in Italy è visto in Cina come garanzia di alta qualità e gusto, non solo nel settore della moda. E l'Italia è certamente famosa nei campi dell'architettura, della scultura, della pittura e dell'opera lirica. Avevo già lavorato a Roma 13 anni fa e ora che ci sono ritornato ho potuto constatare di persona l'approfondirsi degli scambi e della reciproca conoscenza tra i nostri due Paesi. Un numero sempre crescente dei cinesi viene in Italia per turismo, lavoro o studio e, contemporaneamente, sempre più italiani imparano la lingua cinese e vanno in Cina a studiare e lavorare.

Tutto questo aiuta a promuovere anche la cooperazione commerciale sino-italiana. Negli ultimi anni, l'interscambio commerciale e gli investimenti reciproci sono incrementati in modo significativo e le modalità di cooperazione si sono innovate, incentivando l'alta gamma e le partnership tra giganti. Fino alla fine del 2013, 94 imprese della cina continentale e 54 imprese della regione amministrativa speciale di Hong Kong hanno fatto investimenti su 272 imprese italiane, con più di 12 mila dipendenti e 5,7 miliardi di fatturato. Le imprese cinesi, come Huawei, Zoomlion e Lovol, nell'attecchire e nello svilupparsi in Italia, hanno apportato attivi contributi alla società locale, realizzando una cooperazione di strategia win-win e di mutua crescita. Per esempio, Huawei ha assunto più di 700 dipendenti in Italia, il 90% dei quali sono italiani, e mantiene strette collaborazioni con vari partner come Monte dei Paschi di Siena, Poste Italiane, Comune di Roma e AXA. E non è un caso isolato.

Guardando al futuro, sono preziose le opportunità che ci troviamo davanti. La Cina sta promuovendo un intenso processo di riforme, sta spingendo sull'acceleratore della modernizzazione industriale e agricola, su un'urbanizzazione compatibile e, naturalmente, un'informatizzazione capillare. Contestualmente l'Italia si sta impegnando fortemente sul fronte riforme, crescita e occupazione. Le due parti sono fortemente complementari su importanti segmenti di mercato e godono di enormi potenzialità, a cominciare dalla collaborazione per la tutela ambientale e lo sviluppo delle energie rinnovabili.

L'anno scorso, il presidente della Repubblica Popolare Cinese, Xi Jinping, ha proposto di realizzare una"striscia economica della via della seta". Si tratterebbe di formare un corridoio economico che interesserebbe tre miliardi di persone e un mercato di enormi dimensioni, capace di trainare lo sviluppo economico di tutti i Paesi coinvolti. L'Italia e la Cina si trovano alle due estremità della via della seta, e l'Expo, che si terrà l'anno prossimo, attrarrà milioni di visitatori cinesi. Sulla base del continuo potenziamento degli scambi commerciali, i due Paesi devono rafforzare le consultazioni sulle politiche di sviluppo, facilitare gli investimenti, i commerci e gli scambi anche di personale, diventando un modello per la costruzione della "striscia economica della via della seta".

C'è un antico proverbio che recita "Major e longinquo reverentia", che letteralmente significa "la lontananza aumenta il prestigio". Descrive perfettamente il legame tra i nostri popoli e il sentimento di amicizia che ci lega. Sono convinto che con lo sviluppo della "striscia economica della via della seta" l'Italia e la Cina vedranno i loro momenti migliori.

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