中文  /  ITALIANO
informazioni dell'Ambasciata
attività dell'Ambasciatore
rapporti sino-italiani
avviso ai visitatori in Italia
attività consolari e visti
rapporti economici
studio all'estero
cooperazione tecnico-scientifica
scambio culturale
CONOSCERE IL TIBET
vivere@roma
Links
   Home > attività dell'Ambasciatore
L'intervista all'Ambasciatore Cinese Dong Jinyi dalla "Pragmatica"
2006/11/25

 

Lo spettacolare sviluppo della Cina costituisce il fenomeno più interessante dello scenario internazionale. Cosa pensa del trend attuale? Continuerà la crescita o ci sarà un rallentamento?

Tramite riforme e aperture l'economia cinese negli ultimi 28 anni si è sviluppata in modo veloce e stabile, con un tasso di crescita del 9,4% l'anno ed un costante miglioramento del tenore di vita del popolo. Entro il 2010 Pechino mira ad aumentare la forza di traino della domanda interna per promuovere e migliorare ulteriormente il progresso con una serie di misure per mantenere lo sviluppo sostenibile e stabile dell'economia sociale. In questi anni abbiamo anche contribuito in maniera importante allo sviluppo dell'economia mondiale, e credo che continueremo a farlo, mantenendo questo tasso e questa tendenza di crescita positiva.

Cina ed Europa. C'è un paese con il quale esiste un legame più speciale, sia dal punto di vista economico che politico?

Il nostro paese attribuisce molta importanza allo sviluppo dei rapporti con tutti i paesi europei, Italia inclusa. Pechino appoggia il processo di integrazione europea e auspica che l'Unione Europea possa svolgere un ruolo sempre più positivo nell'affrontare le vicende internazionali. Nel 2006 il commercio sino-europeo ha continuato a crescere a ritmi veloci, e si sono approfondite diverse collaborazioni nel settore tecnico-scientifico, educativo e culturale. Speriamo di rafforzare ulteriormente il dialogo strategico e politico con l'Europa e di promuovere collaborazioni in altri campi.

E del rapporto con gli Stati Uniti, invece, cosa pensa?

I rapporti bilaterali sino-statunitensi sono molto importanti, sia per i due paesi che per il resto del mondo. Da quando sono cominciate le relazioni diplomatiche tra Pechino e Washington, in generale i rapporti si sono sviluppati in maniera stabile. In campo economico, commerciale, culturale e scientifico la collaborazione è sempre più stretta e risultati importanti sono già stati ottenuti nell'ambito della lotta al terrorismo, nel programma di non proliferazione delle armi nucleari o nell'affrontare il problema nucleare coreano. E' inevitabile che alcune controversie ci siano, come ad esempio la questione di Taiwan, da sempre una vicenda delicata. Ma se gli Stati Uniti potessero trattare il problema di Taiwan in maniera appropriata, sarebbe la chiave per garantire stabilità e sviluppo dei rapporti tra Washington e Pechino.

Spesso si parla dello sviluppo della Cina in relazione a quello dell'India…

Cina e India sono due grandi paesi, con una lunga storia e splendide civiltà. Sono anche due paesi in via di sviluppo con enormi popolazioni, che hanno ottenuto opportunità di crescita tramite aperture e riforme. Inoltre non sono paesi che hanno qualche conflitto di interesse fondamentale, quindi i rapporti bilaterali sono buoni e i risultati nei settori della collaborazione fruttuosi. C'è una fiducia di fondo reciproca che si va rafforzando, ed i problemi storici, come quello della definizione del confine o altre dispute territoriali, vengono risolti piano piano. C'è poi il fatto che lo sviluppo economico e commerciale dei due paesi è stato veloce, e dunque le esperienze di un paese possono essere di esempio all'altro. Qualche giorno fa, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese Hu Jintao ha effettuato una visita ufficiale in India con il successo durante la quale le due parti hanno convenuto largamente sui temi bilaterali.

Alcuni sostengono che la competitività cinese sia fondata soprattutto sui prezzi particolarmente bassi. Secondo Lei la sfida si gioca invece anche sulla qualità?

La competitività internazionale della merce cinese non deriva soltanto dai prezzi bassi. Le nostre risorse di manodopera sono molto ricche, e questo ovviamente abbatte i costi di produzione, che sono relativamente bassi. Il vantaggio dei prezzi è soltanto uno dei fattori che costituiscono la nostra competitività internazionale. Sempre più spesso le aziende investono sulla ricerca scientifica, e questo rende la qualità del made in China assolutamente al livello di prodotti europei o americani. In questo senso buona qualità e prezzi contenuti sono la vera ragione della preferenza dei consumatori verso i prodotti cinesi.

In molti paesi le donne svolgono un ruolo sempre più importante. Succede anche in Cina? Ci sono donne nei luoghi chiave del mondo economico, politico o imprenditoriale?

Si, le donne svolgono un ruolo sempre più importante nella costruzione della modernizazione socialistica della Cina. Hanno partecipato e continuano a prendere parte all'amministrazione degli affari sociali e statali del paese con enormi contributi non solo nell'ambito dello sviluppo economico dello Stato ma anche nell'ambito della costruzione del sistema giuridico e della democrazia. Da sempre il governo attribuisce molta importanza alla condizione femminile, incoraggiando l'uguaglianza anche tramite istituzioni e organizzazioni speciali per proteggere e salvaguardare l'ingresso delle donne nel mondo del lavoro. Per esempio le donne prendono parte attivamente alla vita politica, attraverso la partecipazione all'assemblea nazionale del popolo, congressi popolari a diversi livelli e importanti conferenze. Tenga presente una cosa: in Cina la forza lavoro è di 700 milioni, in questo momento le donne sono più di 300 milioni, vale a dire il 44,8%. Nei nostri 28 ministeri, ci sono un ministro donna e 15 viceministri. Ci sono anche imprenditrici eccellenti, e esistono già tante leggi per proteggere e salvaguardare gli interessi delle donne, con misure concrete e obbiettivi da raggiungere in vari settori.

Può fare un accenno alla politica ecologica del Suo paese?

Il governo da molta importanza all'ambiente. Per questo mira a risparmiare energia e ridurre le emissioni di gas nocivi, cercando di fare uno sviluppo sostenibile. Per arrivare a questo si mira anche a ristabilire le riserve naturali e la coltivazione delle foreste, rafforzando la spesa per la protezione ambientale per tutelare concretamente la nostra natura. La Cina, tra l'altro, ha ratificato il protocollo di Kyoto, dimostrando così di assumere le proprie responsabilità per proteggere l'ambiente mondiale.

Lei è in Italia da poco più di un anno. Come vede il rapporto con la Cina?

I nostri paesi e i nostri due popoli hanno ampi punti di convergenza, specie nei campi storici e culturali. E questo costituisce una base concreta per i rapporti di scambio e di collaborazione. Negli ultimi anni questi rapporti si sono sviluppati continuamente, soprattutto dal punto di vista culturale, con una serie di mostre ad altissimo livello. Nel 2005 in Italia ci sono stati vari eventi, mentre quest'anno è l'anno dell'Italia in Cina. Basta pensare al grande successo della mostra alle Scuderie del Quirinale, che ha introdotto tantissimi italiani alla nostra civiltà e cultura. Ma non è tutto. Lo sviluppo e la cooperazione economica portano le aziende ad approfondire ed ampliare i rapporti, offrendo merci di buona qualità ai consumatori di entrambi i paesi, aprendo così ulteriori strade di collaborazione.

Suggest To A Friend
  Print